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Sacro Graal

Holy Grail

Da notare che nei cicli bretoni di Artù, il Graal è assente, ma è presente nelle leggende celtiche irlandesi e gallesi, che lo consegneranno al cristianesimo del XII secolo. L’idea poi che la sede del Graal fosse diventata un castello, il “palazzo chiuso del Re” in alchimia, la si ritrova spesso. Von Eschenbach fa riferimento a Monsalvat, ma, forse per somiglianza fonetica, hanno tirato in ballo Montsegur e i Catari in modo arbitrario. Anche nei miti di Roma troviamo una pietra caduta dal cielo e scavata a coppa, poi custodita dai dodici sacerdoti Salii. Questa coppa conteneva l’ambrosia o cibo degli dei, corrispondente al Soma vedico. Un bacile analogo, contenente una sostanza che sempre sazia o risana, è presente nei miti celtici; in quelli ellenici richiama il corno dell’abbondanza di Amaltea. Nell’Islam, la venerata Kaaba, una pietra nera meteorica, sostituisce il verde dello smeraldo, ma nel Sufismo sono importanti sia la Luce verde che quella Nera, nonché la montagna di smeraldo. In sintesi, il Graal è una pietra o gemma, una coppa o calice, e infine un libro, simbolo di una conoscenza segreta e della sua trasmissione.

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Written by Luca

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