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Questo sarà un articolo alla Sliding Doors, ma se le porte scorrevoli del famoso film prevedevano due destini diversi, immaginiamo invece che le nostre sliding doors si aprano su possibili scenari di vita infiniti, in cui il noi presente nella dimensione numero 1 ignora totalmente l’esistenza dell’altro sé vivente nella dimensione numero 2 e via cosi…illimitatamente.
E sicuramente, almeno una volta, abbiamo assunto il ruolo di Alice e ci siamo domandati che cosa ci fosse oltre lo specchio, sperando fino all’ultimo di poter entrare in quell’altra dimensione e scoprire com’era fatta..
Qui però può nascere un’obiezione: infatti in tanti potreste replicare a queste mie suggestioni mostrandomi la carta della realtà e ribadirmi che tutto ciò non esiste e che fa solo parte dell’immaginario dei film e dei libri, che siamo soli e unici nell’universo e che se perdo un treno una volta non c’è un altro me (chissà dove) che invece quel treno riesce a prenderlo.
Eppure, come spesso è capitato, l’arte e la filosofia hanno anticipato la scienza su molti fronti e il concetto degli Universi paralleli ne è un classico esempio. È infatti nel De Rerum Natura di Lucrezio Caro risalente al I secolo a.C. che troviamo l’idea primigenia di infiniti mondi e lo studio verso il movimento degli atomi e tale scritto fu talmente importante che influenzò anche la filosofia di Giordano Bruno. Ma è con L’Eternité par les astres (1872) di Blanqui che nasce la prima opera filosofica interamente dedicata alla questione dell’esistenza di dimensioni parallele infinite e all’eternità dei corpi cosmici. E proprio in quest’ultimo punto il suo saggio si scopre essere rivelatore perché anticipa l’idea del doppio, che risulterà poi essere uno tra gli elementi chiave della riflessione riguardante i molti Universi.
In campo scientifico invece dobbiamo aspettare la tesi di dottorato del 1957 di Hugh Everett III per poter sentir parlare di Multiverso.
Il Multiverso è in pratica l’insieme degli universi coesistenti e paralleli, possiedono le stesse leggi fisiche e sono strutturalmente identici anche se esistono in stati diversi, ma tra di loro non possono comunicare ovvero non è fattibile uno scambio di informazioni, è invece possibile che esercitino azioni simili o reciproche. Si può quindi affermare che si avverano tutte le possibili alternative di esistenza. Come è facilmente immaginabile le teorie di Everett furono derise e largamente contrastate e ancora oggi sono in molti a non avere fiducia delle sue asserzioni, questo però non diminuisce il fascino che si cela nel credere che co-esistano altri Noi “dispersi” in altre dimensioni.
Ciò che a mio avviso rende il Multiverso interessante, non è soltanto l’idea di vedersi replicati, ma è soprattutto il fatto di supporre che ciò che non si è avverato nel nostro qui ed ora è probabilmente avvenuto in un altro spazio-tempo, in sintesi questo articolo sarebbe stato comunque scritto, se non da me da una delle tante Nausica sparse negli altri mondi. Ed è proprio’ quello che ci diceva già Blanqui: “Ogni essere umano è dunque eterno in ogni istante della sua esistenza. Quel che scrivo in questo momento in una cella di Fort du Taureau l’ho già scritto e lo scriverò in eterno, su un tavolo, con una penna, con vestiti e in circostanze assolutamente simili. Così per ognuno di noi.”
Nonostante da secoli e intere generazioni ci siano libri contenenti un’idea di mondo convertita al plurale, sembra che l’argomento sia imprigionato nelle aule di fisica e liberato di tanto in tanto in qualche bel articolo o in qualche congresso fatto ad oc, ma raramente ci si sente chiedere: “Cossì dunque gli atri mondi sono abitati come questo?” (tanto per citare Giordano Bruno…).
E allora vi chiedo: gli altri mondi sono abitati come questo? E noi che vita abbiamo-stiamo o condurremo negli altri universi? Che scelte abbiamo fatto? E non sareste curiosi di incontrare e vedere Voi stessi in un altro spazio-tempo?
Immaginate se Donnie Darko non fosse solo un film…
28 giorni, 6 ore, 42 minuti, 12 secondi… ecco quando il mondo finirà.
Immaginate: avete una settimana di tempo.

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Newbie

Written by Nausica Hanz

Membro orgoglioso di Dracia.com

6 Comments

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  1. Per prima nota: complimenti vivissimi per la scelta della cover, ottima rappresentazione. Molto interessante il tema trattato che offre incredibili spunti di riflessioni a più campi. Giordano Bruno è sempre stata una figura messa in secondo piano ma forse è giunto il momento di dare a Cesere quel che è di Cesare con dei bei approfondimenti come questo, brava.

    • Grazie Luca, si la cover è The Flammarion engraving risalente al 1888 è un’immagine molto eloquente e che mi affascina molto per quello l’ho scelta. Verissimo quello che dici su Giordano Bruno, nelle scuole si studia velocemente e non gli si dà l’importanza e i valori adatti a questo gran pensatore.

      • Grazie a te per questa rivelazione. Io adoro le opere degli Artisti sconosciuti, danno quel senso di mistero in più che affascina e rende il tutto più intrigante. Ovviamente se ti va di recensire questo capolavoro puoi aggiungerlo alla tua meravigliosa lista dei testi da inserire. Mettere in risalto grandi opere o grandi pensatori come Giordano Bruno è un gesto degno del tuo talento.

  2. Bisogna anche fare i complimenti per l’ottimo utilizzo della pagina “Inserisci articolo”, dei tag, del mettere in risalto le parole e dell’interesse che nasce dalla lettura di questo articolo affascinante. Si, stai migliorando, questa è una verità certa e se ci sono altre Nausiche in altri universi paralleli dobbiamo creare una tecnologia utile che ci permetta di far in modo di invitarle a batterti, complimenti, sono soddisfatta, continua così:)

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