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La Ruota dell’esistenza (sanscrito: भवचक्र bhavacakra; pali: bhavacakka; tibetano: སྲིད་པའི་འཁོར་ལོ་ srid pa’i ‘khor lo; cinese: 有輪 yǒulún; giapponese:有輪 urin, coreano 유륜 yuryun; vietnamita: hữu luân) è una rappresentazione iconografica di alcuni principi di base del Buddhismo. Nota anche come ruota del divenire è diffusa sia nel buddhismo Theravada che Mahayana e Vajrayana. Usualmente viene dipinta sui muri esterni dei templi e serve come supporto visivo all’insegnamento di base. Si compone di vari anelli e raggi, in cui si esemplificano i meccanismi del Saṃsāra, che possono essere interpretati sia sul piano psicologico che fisico. I principî esposti sono quelli dei tre veleni, dei sei mondi e dei dodici elementi della coproduzione condizionata.

I tre veleni
Al centro della ruota si trova la rappresentazione dei Tre veleni (sanscrito: mulakleśa; cinese: 三毒 Sāndú): la cupidigia (sanscrito: tṛṣṇā, cinese: 貪 tān), l’odio (sanscrito: dveṣa; cinese: 瞋 chēn) e l’ignoranza (sanscrito: avidyā; cinese: 無明 wúmíng o 痴), rese iconograficamente come, rispettivamente, un gallo, un serpente e un cinghiale. Usualmente ciascuno morde la coda dell’altro, a significare che ciascuna passione velenosa produce le altre in una spirale in cui alimentare una di queste non permette di liberarsi delle altre. Attorno alla rappresentazione dei tre veleni si trova un anello diviso in una metà nera e una metà bianca. Al suo interno in senso orario si trovano varie rappresentazioni del corpo umano, dal feto alla piena maturità alla vecchiaia. Il numero e il significato di queste varia in base alle varie tradizioni iconografiche. Spesso nella parte nera si vedono demoni che tormentano mentre talora nella parte bianca è rappresentato un Bodhisattva in atteggiamento di aiuto.

Mentor

Written by Vicky Ledia

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