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La mostra
Un piccolo itinerario, che attraversa un mondo popolato di piante ed esseri fantastici, è presentato da un’artista in erba che si è formata attraverso un percorso tradizionale ma arricchito d’interessanti collaborazioni e collettive. Lei è Monica Casu, e le sue opere sono tutte accomunate dal sentire emotivamente la pittura, in modo che la sostanza possa essere stesa e dar vita a qualcosa di altro da sé e molto personale.
Gli spiritelli, le donne-fata o ninfa, ma anche animali o elementi vegetali sono i protagonisti indiscussi dell’esposizione. I quadri ci accompagnano in un percorso dalla duplice lettura: la chiave per decifrare qualcosa dell’artista e del suo vissuto o pensato sta nei colori, nelle situazioni rappresentate, sempre costantemente ambivalenti.

L’artista
La trattazione sfumata, giocata sul materico, più il fil rouge del sentimento evocativo che concepisce e permette la realizzazione dell’intera serie, costituiscono i due elementi frutto della formazione accademica di base; questa, condotta nella Scuola dell’artista Gianni Argiolas, porta in un certo senso anche il marchio di questo pittore, focalizzato su dei rossi mattone dalla forte identità e sull’utilizzo di campiture delineate tra loro con contrasti forti e risoluti. Le aree ben definite tra figura in primo piano e sfondo sono frutto, invece, dell’esperienza condotta col docente Pàl Nemeth DLA dell’Università di Pècs.
I rimandi e i modelli che ispirano Monica spaziano nel mondo del media-contemporaneo, dalla musica ascoltata ciclicamente a ripetizione fino a celebri film come Al di là dei sogni (V. Ward, 1998), il quale tocca il tema qui presentato e vi aderisce perfettamente.

Le opere
Caratterizzate da titoli di tre parole slegate ma inscindibili, le opere descrivono le valenze e le motivazioni di una mente libera, legata al sogno, al ricordo, alla crescita interiore. La pittura diviene pienamente uno sfogo consapevole e liberatorio. Monica lascia che i suoi soggetti, in alcuni momenti quasi abbozzati e in altri più definiti, prendano spazio in determinati angoli delle sue tele: presenze non incombenti ma spesso relegate a margine del campo visivo. Rompe di netto con questo criterio solo l’opera Infuso, Profondo, Illusorio, con lo spirito fata che emerge dal centro della campitura e il criptico Compressione, Emerso, Acqua.
In queste realizzazioni si respira un intento di ricerca edulcorata e non pretenziosa, che con umiltà approfondisce, uno per uno, i primari della tavolozza e crea per ogni colore un universo immaginario e sospeso in un’atmosfera di sogno, dove, per non offuscare l’importanza data al colore di base che è da ritenersi protagonista, viene dato spazio a un solo soggetto. Di 15 tele una buona parte si concentra su tinte che celano ad un primo colpo d’occhio il soggetto nascosto: una donna o una medusa emergono da fondali fantastici, oltre che pittorici. Le figure sono caratterizzate da un’enfasi pacata che sottolinea l’eleganza e la grazia eterea di questi esseri. Il tutto evoca come una danza o un dondolio, un cullarsi in balia delle onde. La tecnica ad olio, da sempre prediletta per la consistenza densa e la predisposizione delle tinte ad una resa brillante, è padrona incontrastata di questa serie e di tutti i lavori precedenti della pittrice. Via: Gaia Boldorini

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Newbie

Written by Monica Casu

4 Comments

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  1. Benvenuta anche da parte mia. Ti ho corretta tutti i tag, praticamente i tuoi erano non tag ma hashtag. Si scrivono semplicemente separandoli con la virgola, esattamente come li vedi ora. Il resto va benissimo, brava e continua così;)

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