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Europa sommersa dai falsi cinesi ora l’Unione vuol mettere il freno.
ROMA – I falsi invadono l’Europa. Ogni anno vengono sequestrati alle dogane dell’ Unione oltre 100 milioni di prodotti “taroccati”. E non si tratta più solo di Dvd, borse e abiti firmati. Entrano dalle maglie lente delle dogane europee prodotti farmaceutici, caffè, mele, creme per il viso, marmellate, acque minerali con etichette false. Ma anche fiori, pezzi di ricambio per auto, rasoi, dentifrici, spazzolini da denti, telefonini. Internet svolge un ruolo primario in questo commercio. E l’ Unione europea ha deciso di correre ai ripari. I dati sono allarmanti: nel periodo 1998-2004 c’ è stato un aumento del 1000%. Il 2004 è stato invece l’ anno dell’ informatica: i sequestri di prodotti hi-tech sono cresciuti del 900%, quelli di apparecchiature e materiali elettronici hanno segnato un più 712%. I sequestri di prodotti alimentari sono invece cresciuti del 196 per cento. Sono questi i dati contenuti in una comunicazione che sarà adottata mercoledì dalla Commissione Ue, che propone di rafforzare la strategia doganale per contrastare i falsi. Bruxelles esprime inoltre serie preoccupazioni per le procedure da mettere in atto per distruggere le enormi quantità di falsi sequestrati senza creare un serio pericolo per l’ ambiente. Emergono anche pesanti inquietudini per la qualità di livello tale da «rendere sempre più difficile alle autorità doganali, ma anche ai titolari dei marchi, distinguere i prodotti autentici dai quelli copiati». La patria del falso è la Cina da dove proviene il 60% circa dei beni sequestrati. Un dato che illustra chiaramente quanto il paese asiatico si sia specializzato in questo tipo di commercio. La produzione di beni taroccati «è ormai organizzata a livello industriale», osserva il rapporto, con un sensibile incremento della falsificazione di prodotti tecnologici di punta. A spiegare il boom, secondo Bruxelles, sono soprattutto «i profitti elevati collegati ai deboli rischi che corre chi esercita questo tipo di commercio illegale». Una carico di Dvd pirata, ad esempio, rende a chi lo produce quanto un carico di droghe leggere dello stesso peso, ma comporta rischi e sanzioni nettamente inferiori. Inoltre si fa sempre più preoccupante il legame Internet-contraffazione: nel 2004 più del 30% delle confische erano collegate al mondo della Rete. Per contrastare il fenomeno la Commissione Ue propone una serie di raccomandazioni che ruotano intorno a tre pilastri: aumentare la protezione a livello comunitario, migliorare il partenariato tra le dogane e gli operatori economici, rafforzare la cooperazione internazionale. Il primo punto prevede, tra l’ altro, maggiore flessibilità delle normative per tenere il passo delle evoluzioni e garantire controlli più efficaci. Bruxelles mira anche a creare una task-force di esperti doganali degli Stati membri per migliorare le verifiche e un sistema d’ informazione doganale che permetta alle autorità nazionali di scambiare informazioni e dati. Bruxelles prevede anche delle azioni specifiche relative alla Cina. L’ obiettivo è fermare le merci false prima che lascino i paesi di produzione.[sc:BR]
Roma, Gdf sequestra 4 milioni di merce “taroccata”
Denunciati a piede libero 10 cinesi, 4 maghrebini e un libico.
Il progetto era chiaro: volevano invadere la Capitale con centinaia di migliaia di prodotti taroccati per far passare ai Romani un Natale all’insegna della contraffazione, del pericolo e dell’illegalità. Si è appena concluso un articolato piano di controllo del territorio che i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno attuato, su disposizione del Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, nei quadranti della Capitale ed i centri della provincia maggiormente interessati al fenomeno dell’abusivismo commerciale, con particolare riguardo alla fase dello stoccaggio e della distribuzione di articoli contraffatti e/o di prodotti non sicuri. Scopo primario dell’attività è stata la tutela degli operatori commerciali regolari dalla sleale ed illecita concorrenza dei professionisti del falso che, in violazione di ogni normativa ed in completa evasione fiscale, sgomitano violentemente per occupare ogni fetta di mercato. Ben centoventi militari hanno battuto “a tappeto” le aree storicamente strategiche della complessa filiera distributiva della merce contraffatta – tra cui quelle di via dell’Omo e di via della Cisternola – accedendo in numerosi capannoni adibiti a siti di smistamento. Il bilancio dell’operazione: denuncia a piede libero di quattordici persone – dieci cinesi, tre maghrebini e un libico – e sequestro di quattro milioni di prodotti contraffatti, non sicuri o commercializzati in violazione della normativa comunitaria, tra cui 56.000 giocattoli “Disney” taroccati, 567.000 cosmetici nocivi per la salute pubblica, 4.700 anelli con falso marchio “Amen” e 440.000 addobbi natalizi – più adatti ad incendiare che ad illuminare gli alberi di natale – in quanto realizzati senza il rispetto delle più elementari norme di sicurezza e privi di ogni certificazione. All’efficace attuazione del dispositivo ha concorso anche il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma, che ha affiancato ai militari del Corpo una squadra specializzata nella verifica della normativa antincendio sui luoghi di lavoro. Dai riscontri effettuati, è emerso che, in uno dei capannoni ispezionati -gestito da cinesi -erano state attuate modifiche tali da vanificare la fruibilità sia dei percorsi di esodo che delle attrezzature antincendio, nonché apportato aumenti al quantitativo di materiale combustibile ed infiammabile consentito. Tale situazione aveva generato, quindi, condizioni di esercizio pregiudizievoli alla sicurezza del personale impiegatovi in mansioni lavorative e degli avventori. I responsabili sono stati, quindi, deferiti all’ Autorità Giudiziaria, otre che per i reati connessi al commercio, anche per quelli inerenti alla sicurezza antincendio dei luoghi di lavoro e delle attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco di cui al D.Lgs 81/08 e al DPR 151/11. I dati “caldi” acquisiti “sul campo” consentiranno, ora, di orientare le successive indagini sull’intera filiera distributiva, sino a risalire ai centri di produzione e importazione della merce “taroccata”. Le operazioni delle Fiamme Gialle – condotte in sinergia con la Prefettura, Roma Capitale, i Vigili del Fuoco e le Associazioni di categoria – sono la concreta espressione della necessità di rafforzare, su tutti i fronti, la lotta alla contraffazione dei prodotti industriali, la cui incidenza negativa sull’intera economia legale è stata recentemente affrontata nel corso della giornata di mobilitazione di Confcommercio sulla legalità. Via: repubblica, ilquotidianodellazio

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Written by Laura Rossi

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One Comment

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  1. Io sono senza parole. Per riconoscere, e quindi evitare di essere fregati, bisogna non solo essere esperti, ma bisogna essere dei veri professionisti del copyright. Sta diventando sempre più difficile capire la merce originale dalla merce copiata e contraffatta (prima dell’acquisto) a discapito della salute nostra e degli altri.

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