L’alta corte si è pronunciata in questo modo, dichiarando inammissibile e manifestamente infondato il ricorso presentato dal governo italiano che ha imposto di pagare il canone rai ad un cittadino, a.D, di maglie (le). La corte europea per i diritti dell’uomo, ha sostenuto che l’intervento della polizia tributaria danno del cittadino, aveva determinato la violazione del diritto a ricevere notizie e informazioni di carattere pubblico. I giudici dell’ alta corte europea hanno sostenuto che le autorità italiane hanno perseguito uno scopo illegittimo, obbligando i cittadini all’abbonamento del canone, compromettendo la libertà di informazione. Non va dimenticato che il canone rai è stato imposto alla collettività in base ad una norma approvata ben 70 anni orsono – trattasi del regio decreto legge n° 246 del 1938 che prevede il pagamento della tassa per il semplice possesso di uno o più apparecchi “adatti o adattabili” a ricevere trasmissioni.

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