Puoi spiegare cosa significa per te essere una make-up artist e beauty consultant?
Essere make-up artist e beauty consultant, per me significa entrare in contatto profondo con le persone molto oltre la superficie. Il mio lavoro non si limita al trucco, è ascolto, osservazione, empatia. È saper leggere un volto, coglierne le sfumature, rispettarne l’identità e valorizzarla con delicatezza. Ogni volta che qualcuno si affida a me, sento la responsabilità e il privilegio di avere tra le mani non solo un volto, ma una storia, un momento, un’emozione. Per questo il mio approccio è sempre sartoriale, mai standard, creo ogni make-up su misura, come un abito che deve vestire perfettamente, rispettando la personalità e il sentire di chi ho davanti. Essere beauty consultant, invece, significa accompagnare le persone in un percorso più ampio, fatto non solo di tecnica ma di consapevolezza. Aiutarle a conoscersi meglio, a scegliere cosa le valorizza, a sentirsi più sicure e in sintonia con la propria immagine. In tutto questo, c’è anche molto di me, la bambina silenziosa che guardava i volti per capirli, la donna che ha trovato nel make-up una voce alternativa. Oggi quel linguaggio è diventato la mia professione e ogni giorno, ancora, una forma di connessione autentica.

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