Qual è il tuo background personale?
Il mio background personale è legato a un percorso silenzioso, ma profondamente visivo. Sono cresciuta in una famiglia che forse non mi ha incentivata a esprimermi con le parole. Da bambina ero balbuziente e questo ha fatto sì che comunicare fosse, per me, una continua salita. Le parole spesso non uscivano o lo facevano a metà, e così ho imparato presto a osservare. Guardavo i volti. Li studiavo. Lì trovavo tutto quello che le persone non dicevano o che io non riuscivo a dire. Per me, il volto è espressione di parola. È il luogo in cui si concentra ciò che siamo, emozioni, pensieri, storie non dette. È stato naturale, quasi inevitabile, che il make-up diventasse il mio linguaggio. Mi ha dato la possibilità di comunicare attraverso la luce, il colore, il dettaglio. Mentre altri parlavano, io li trasformavo. Oggi il mio lavoro è questo, ascoltare i volti, tradurli, valorizzarli. Dare voce senza bisogno di parlare.

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