Alcuni contadini assassinarono funzionari locali e arrivarono a bruciare le proprietà della collettività. Altri, e in numero ancora maggiore, si rifiutarono di seminare e di raccogliere”». Con l’accusa di rubare il grano ed opporsi alle misure del regime, migliaia di kulaki vennero arrestati e poi deportati insieme alle loro famiglie nei gulag siberiani; si contano più di 1.8 milioni di contadini deportati nel 1930–1931. Il termine kulak fu applicato a chiunque resistesse alla collettivizzazione. Negli anni quaranta Stalin disse al primo ministro inglese Winston Churchill che erano stati messi sotto accusa 10 milioni di kulaki e che “la gran massa era stata annientata”, mentre circa un terzo era stato mandato nei campi di lavoro. Ci sono documenti secondo cui 300.000 ucraini ne subirono le conseguenze nel 1930-31.

Pseudoscienza che uccide: Lysenkoismo






