1929: l’inizio della politica repressiva in Ucraina
Nella seconda metà degli anni ’20 del XX secolo, Stalin decise di avviare un processo di trasformazione radicale della struttura economica e sociale dello stato sovietico, allo scopo di fondare un’economia e una società completamente regolate. Le terre meridionali erano quelle più produttive dal punto di vista agricolo: agli inizi del XX secolo l’Ucraina forniva oltre il 50% della farina di tutta la Russia imperiale. Secondo il progetto del regime, la ricchezza prodotta dall’agricoltura doveva essere interamente reinvestita nell’industria, il nuovo motore dell’economia pianificata. Abbandonate totalmente le tesi di Bucharin, anzi entrato in contrasto con lui, a partire dal 1927 Stalin dispose che le terre venissero unificate in cooperative agricole (Kolchoz) o in aziende di stato (Sovchoz), che avevano l’obbligo di consegnare i prodotti al prezzo fissato dallo stato.

Pseudoscienza che uccide: Lysenkoismo






