Lo stato sovietico tentò, ad un certo livello, di limitare gli effetti della carestia, autorizzando l’utilizzo di un totale di 320.000 tonnellate di grano per uso alimentare. Le esportazioni di grano continuarono nel 1932-33, tuttavia, anche se a un livello significativamente inferiore agli anni precedenti. Per prevenire il diffondersi di informazioni sulla carestia furono proibiti viaggi dalla regione del Don, dall’Ucraina, dal Caucaso settentrionale e dal Kuban con le direttive del 22 gennaio 1933 (firmate da Molotov e Stalin) e del 23 gennaio (direttiva congiunta del Comitato Centrale del Partito e del Sovnarkom). Le direttive affermavano che i viaggi “per il pane” da queste aree erano organizzati da nemici dell’Unione Sovietica con lo scopo di fomentare agitazioni nelle aree settentrionali dell’Urss contro le fattorie collettive; pertanto i biglietti ferroviari dovevano essere venduti soltanto dietro permesso dei comitati esecutivi (ispolkom) e chiunque fosse diretto a nord doveva essere arrestato.

Pseudoscienza che uccide: Lysenkoismo






