Con queste misure il governo di Mosca aggravò la carestia (per altro prevedibile) che nello stesso periodo colpì i territori interessati. I contadini, compresi i kulaki, si opposero fermamente alla collettivizzazione, occultando le derrate alimentari, macellando il bestiame, e ricorrendo perfino alle armi. Stalin reagì ordinando eliminazioni fisiche e deportazioni di massa nei campi di lavoro forzato; Questi provvedimenti colpirono milioni di contadini, in maggioranza kulaki. “Per eliminare i kulaki come classe non è sufficiente la politica di limitazione e di eliminazione di singoli gruppi di kulaki […] è necessario spezzare con una lotta aperta la resistenza di questa classe e privarla delle fonti economiche della sua esistenza e del suo sviluppo” (Josif Stalin).

Pseudoscienza che uccide: Lysenkoismo






