Nel 1897 scrisse la sua prima sonata per pianoforte. Dopo aver conseguito il diploma liceale si iscrisse all’Accademia Reale di Musica di Budapest; qui studiò pianoforte con István Thomán, che era stato alunno di Franz Liszt, e composizione con János Koessler. Conobbe in quel periodo la musica tedesca, soprattutto Richard Wagner e Johannes Brahms; la scoperta della musica di Debussy fu per lui di fondamentale importanza per la sua evoluzione di compositore. In quegli anni incontrò Zoltán Kodály di cui divenne amico e con cui successivamente raccolse molta musica popolare dalla regione. Questo ebbe molta influenza sul suo stile; precedentemente, l’idea che Bartók aveva della musica popolare ungherese derivava dalle melodie ascoltate nei lavori di Liszt. Nel 1903 Bartók scrisse un grande lavoro orchestrale, il poema sinfonico Kossuth, in onore di Lajos Kossuth, eroe della rivoluzione ungherese del 1848, contenente melodie in quello stile e da cui lavorò per estrarre una marcia funebre pianistica che lo rese celebre come pianista-concertista-compositore per lo stile “nazional-ungherese” , capeggiato da Paderewsky, Busoni, d’Albert e dall’ungherese Ernő Dohnányi.







