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La liscìvia, anticamente liscìa e regionalmente (Sardegna, Veneto) lìscia, è una soluzione alcalina contenente di solito idrossido di sodio oppure idrossido di potassio intorno al 33% (più tecnicamente detta liscivia caustica o dei saponi); può essere ottenuta anche come miscela di sapone e carbonato, perborato o perossido di sodio (liscivia detersiva o da bucato, o semplicemente liscivia). Nell’uso comune, con liscivia si può indicare un detergente per panni, usato prima della diffusione delle lavatrici e dei moderni detersivi, realizzato trattando con acqua bollente la cenere di legno o di carbone di legna, che contiene appunto grandi quantità di carbonato di sodio e di potassio. È sinonimo di ranno, termine utilizzato soprattutto in Toscana. Attualmente la liscivia da bucato può essere preparata con il solo sodio carbonato il quale può essere reperito nei supermercati sotto il nome commerciale di soda solvay come sbiancante.

Storia
I primi saponi sono stati ottenuti con l’azione della liscivia sui grassi come olio d’oliva o sego; tale processo è conosciuto come saponificazione. L’abitudine ad adoperare la liscivia è molto antica. L’uso della cenere è documentato fino dai tempi dei Romani, e si conserva per tutto il Medioevo ed il Rinascimento con note presenti a titolo esemplificativo anche in testi poetici. Dai paesi del nord Europa viene poi l’uso di aggiungere materiale grasso animale o vegetale per ottenere così un rudimentale sapone.

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Mentor

Written by Vicky Ledia

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