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News.dracia.com è orgogliosa di presentare l’intervista a Mara Piras. Buona lettura:

Partiamo dall’inizio. Come e dove hai iniziato?
Mi sembra di non aver ancora iniziato, sto percorrendo la strada per arrivare alla meta e mi sembra lunghissima. Serietà a parte, il tutto ha avuto inizio alla tenera età, appena ho imparato a tenere in mano gli oggetti senza buttarli in terra. Presi consapevolezza del fatto che non mi stancavo mai di disegnare e colorare, di riempire tutti i fogli bianchi e fare i ritratti della mia famiglia; e le mie maestre dell’asilo di un piccolo paese in provincia di Cagliari, apprezzavano i miei scarabocchi sostenendo fossi la più brava a disegnare, ma non mi curavo di questo dettaglio poco importante, disegnavo e coloravo, ed ero felice.

Chi ha deciso il genere?
Nessuno. Negli anni ho sempre disegnato, dipinto in base al mio stile. Accolgo stimoli, consigli e regole esterne, facendo poi di cuore mio.

Qual è il tuo background?
Fin da piccola sognavo di disegnare tutta la vita, (oltre ai vari lavori che si sognano da piccoli, come la veterinaria…), con il passare degli anni veniva riconosciuta la mia abilità manuale artistica e prendevo sempre più consapevolezza della mia mano e, come la definivano le mie maestre, la mia dote. Avevo le idee chiare e di testa mia scelsi di frequentare il Liceo Artistico, a Bergamo, per poi una volta diplomata, iscrivermi e laurearmi (lo scorso anno) all’Accademia di Belle Arti di Bergamo. Da un anno ho deciso di indirizzare la mia passione per la pittura e il disegno, verso nuove regole, frequentando un corso professionalizzante: ‘Fashion Product Design’, della durata di un anno, presso l’Accademia del Lusso a Milano. Il tutto incentrato sulla moda, dal disegno dei vari capi, di outfits, alla vera e propria creazione. Un mondo nuovo per me, nuove emozioni, nuove sfide.

A cosa ti avvicini maggiormente con il tuo genere?
Non saprei come definire precisamente il mio genere, ciò che mi ispira lo dipingo, ciò che mi viene commissionato faccio, con il mio stile. Sono sempre stata affascinata dall’architettura e per quanto riguarda il Fashion Design, la mia mano predilige forme minimal, tagli geometrici e asimmetrici .

Ti ispiri a qualche artista famoso?
In realtà no, credo o almeno non volontariamente. Amo i dipinti di Van Gogh, gli Espressionisti, Picasso, Christo. E’ l’arte che ispira e influenza tutto il mondo che ci circonda; la moda stessa ne è spesso influenzata e trae spunti dall’arte di tutti i tempi.

Oltre a questo fai altro?
Oltre al coltivare la mia passione del disegno, della pittura, e disegnare e creare capi (sto imparando a cucire da Marzo!), attraverso anche i lavori che mi vengono commissionati, lavoro come cameriera per mantenermi gli studi che finirò a ottobre, sperando di trovare poi un lavoro per cui ho studiato (il sogno di tutti).

Puoi spiegare cosa significa per te essere quello che sei?
Sono me stessa, ho la necessità di creare, alimentare la mia creatività e fare, fare, fare. E questo è importantissimo; il sapere cosa si vuole e andare avanti finchè non lo si raggiunge.

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Che rapporto c’è tra te e i pennelli?
Quando prendo in mano i pennelli è come se staccassi la testa, inizio a dipingere e man mano perdo consapevolezza del momento; è come se mi guidassero loro nella realizzazione, è una sensazione difficile da spiegare e unica.

Come definiresti le tue opere?
Allenamenti, prove. Anche quelle che mi vengono commissionate, una volta finite non riesco a vederci la perfezione e la staticità, consapevole che si può migliorare in continuazione.

Qual è l’arte contemporanea che si apprezza ora?
Da quel che ho recepito finora negli anni, tra mostre, musei e pareri di varie persone, il “troppo” particolare, strano e “artistoide” non colpisce più come anni fa; si apprezza il ritorno alle abilità manuali più che concettuali.

Quali sono i tuoi artisti preferiti?
William Turner, Vincent Van Gogh, Pablo Picasso, gli Espressionisti, Christo, Mies Van der Rohe, Jorge Oteiza, Absalon, Cristina Iglesias. Nell’ambito del Fashion, Elie Saab, Alexander Wang, Viktor and Rolf, Antonio Marras.

A cosa ti sei ispirata per realizzare le tue opere?
Nella mia prima collezione di moda, mi sono ispirata alle mie origini, con un dipinto stilizzato della vista aerea della città nuragica, che si posa discretamente sui capi, dal top allo spolverino, e alle forme geometriche, che in modo sobrio, creano tagli, squadrature, asimmetrie che rivestono il corpo di chi le indossa. Tre outfit di questa collezione Primavera- Estate 2016, si sono mostrati alla sfilata EXPO(sure) dell’11 Giugno 2015, presso LaPelota, Milano, un evento organizzato dall’Accademia del Lusso, a cui hanno potuto partecipare, attraverso una selezione, solamente 25 studenti, tra le varie sedi dell’Accademia (Roma, Palermo, Belgrado ecc.). E’ stata una grande emozione e immensa soddisfazione.

Qual è la tua opera preferita?
Ne ho tante, per il loro significato. Soprattutto i dipinti che regalo. Conservo con il cuore i miei disegni di quando ero all’asilo e alle medie, e ogni tanto li riguardo con piacere.
Di Fashion invece, sono molto soddisfatta dei capi che ho disegnato e cucito per la sfilata, non sono perfetti, ma sono i primi che ho cucito in vita mia e li ho visti sfilare sulle modelle. Non vedo l’ora di migliorare sempre più.

Dipingere, colorare, creare… Da quanto tempo sei attiva?
Fin da piccola. Le persone hanno iniziato a commissionarmi disegni da quando avevo 12 anni, una bella soddisfazione sapere che la gente crede in te e affida un regalo, un ricordo nelle tue mani.

Sei soddisfatta della risposta del pubblico alle tue esposizioni?
Sono abbastanza soddisfatta, però è sempre piacevole ricevere complimenti e stimoli nel proseguire la propria passione, soprattutto da parte di persone del settore.

Sei emozionata quando presenti le tue opere a tanta gente?
Moltissimo. Da una parte c’è la paura di essere giudicata, dall’altra c’è la voglia di mettersi in gioco e mostrare le mie capacità, che possono essere apprezzate oppure no, l’importante è sentirsi sicuri di ciò che si fa, al di là del pensiero altrui. La sera della sfilata, ricordo di essere stata agitatissima e una volta finita mi sono emozionata.

Il tuo percorso è interessante… Hai qualche aneddoto significativo?
Senza dubbio, oltre agli studi fatti, durante il mio percorso ho anche avuto modo di conoscere artisti importanti e lavorare per loro, come ad esempio Andrea Mastrovito, che collabora con svariate gallerie d’arte italiane e internazionali e mi ha permesso di crescere artisticamente e lavorare sia in Italia che all’estero (Inghilterra, Svizzera) e l’artista cinese Liu Bolin che collabora con la BoxArt Gallery di Verona. Anni fa fui contattata da loro e quando questo artista viene a fare le sue opere in Italia, mi chiamano per lavorare con lui; è sempre una grandissima esperienza dipingere per lui. Spero di fare un percorso interessante anche nel campo della moda, avendolo intrapreso da poco tempo ho solo qualche piccola esperienza, ma sono pronta a mettermi in gioco tra stage ed esperienze lavorative maggiori.

Progetti futuri? Impegni ambiziosi?
Spero tanto di intraprendere un’esperienza lavorativa che mi permetta di maturare e imparare al meglio. L’importante è non tirarsi indietro, andare avanti con un po’ di umiltà e forza di volontà, e non sentirsi mai del tutto arrivati.

Vuoi ringraziare qualcuno?
Tutte le persone care che mi sostengono e credono in me.

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Mentor

Written by News.dracia.com

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3 Comments

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  1. Interessante intervista di una affascinante disegnatrice nonchè nastro nascente del panorama italiano. Che questa intervista sia per te di buono auspicio e ti porti tanto bene.

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