Nel 2020 la prestigiosa Stanford University l’ha inserita nella lista top 2% world scientists, la rivista Wired tra le 50 donne che hanno fatto (e fanno) la storia dell’informatica e quest’anno è stata nominata fellow della Ieee, la maggiore organizzazione mondiale nell’ambito delle nuove tecnologie. Chiara Petrioli è stata un cervello in fuga, che dagli States è tornata in Italia. Qui ha fondato Wsense, una startup nata all’interno dell’Università La Sapienza di Roma, che ha un obiettivo di grandi ambizioni: connettere il mondo sottomarino, sviluppando una rete di oggetti connessi, sensori, robot, droni subacquei, che spingeranno la Blue economy e permetteranno di acquisire big data da mari ed oceani per un monitoraggio costante e uno sfruttamento sostenibile.

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