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Elena Cecconi: La Musica è tutto

News.dracia.com è orgogliosa di presentare l’intervista a Elena Cecconi. Buona lettura:

Partiamo dall’inizio: Come e quando hai iniziato a suonare?
Ho respirato la Musica come passione, insieme all’arte e alla letteratura, fin da bambina; ma poi durante gli studi a 11 anni ho “trovato” il coro. Così ho iniziato una formazione ed un percorso musicale trovando poi il mio talento col flauto qualche anno dopo. Un amore a prima vista!

Chi ha deciso il genere?
Fin da piccola la mia inclinazione è stata naturale verso la musica classica. Un gusto appena suggerito in famiglia ma che evidentemente era una sorta di predestinazione, non essendoci mai stato un vero indirizzamento. Tutto è avvenuto casualmente. O forse è stato inconsciamente voluto!

Qual è il tuo background?
Una formazione culturale ampia, ma una sola specializzazione: la musica ed il flauto. Ovviamente ritengo che senza una preparazione anche in altri ambiti, trasmettere in maniera completa il significato artistico, sia impossibile. L’istinto ed il talento sono fondamentali ed importanti tanto quanto l’approfondimento di ogni aspetto della cultura.

Con il tuo genere a cosa ti avvicini maggiormente?
Spero di arrivare al cuore ed all’anima, attraverso una aderenza artistica il più possibile coerente ed intellettualmente onesta.

Ti ispiri a qualche artista famoso?
L’ispirazione è tutto. E la si può trovare nei grandi artisti ma anche nel modo in cui si guarda quello che ci attraversa e circonda. Se devo pensare ad un musicista che reputo stupefacente, posso indicare Leonard Bernstein su tutti. La mia passione si compone poi di ascolto, studio e di un costante vivere la Musica in maniera totale e totalizzante.

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Foto 1 di 14 (Clicca sulle frecce per vedere le altre foto)

Oltre a questo, fai altro? E cosa significa per te essere musicista?
La Musica è il centro della mia vita ma anche mi circonda. Uno stile di vita ed anche una missione. Pertanto sviluppo progetti che sempre partano od arrivino alla divulgazione del messaggio spirituale che la Musica porta in sé. Sono docente al Conservatorio di Genova, tengo Masterclass e Recitals con una attenzione ai programmi, affinché siano compresi ed elaborati a livello intellettuale e soprattutto sensibile. Ho inciso molti CD seguendo il filo di una ricerca attraverso percorsi precisi. Partecipo e sono spesso Guest Artist a Convention flautistici, per uno specifico approfondimento del mio strumento. Sono anche direttore artistico di una organizzazione internazionale, Space Renaissance, che si occupa di futuro dell’Umanità e quindi anche del Patrimonio artistico. Inoltre faccio parte attivamente dei Donatori di Musica che con grandi artisti internazionali, organizza stagioni concertistiche per i malati oncologici: chi dona riceve grande ricchezza. Ed ecco che così la Musica diventa una missione e suonare acquista un più ampio significato.

Che rapporto c’è tra te e il flauto?
Un rapporto fisico e spirituale molto profondo: lui è la mia vera voce, e spero si percepisca.

Come definiresti le tue performance?
Ogni performance ha un diverso profilo e questo dipende dai luoghi e dal pubblico. Nell’elaborazione di un programma si dovrebbe sempre tener presente che l’audience va rispettata anche se noi artisti dobbiamo guidarla verso i più alti e magici luoghi possibili. Ogni volta che mi ringraziano alla fine di in concerto, capisco di essere davvero fortunata ad aver trovato il mio talento.

Quale soluzione proporresti per migliorare la situazione italiana?
L’Italia è il luogo dove “tutto è cominciato” ma è anche attualmente in una situazione di grave disagio. Ritengo che ovunque nel mondo la crisi dell’Umanità sia profonda, ma in molti paesi sono proprio l’Arte, la Musica, la Cultura e l’Educazione, i temi a cui la rinascita viene affidata. Purtroppo in Italia la Cultura viene usata solo dai politici per farsi “belli”. Ma c’è una incapacità legata a lacune che risultano sempre più irrecuperabili. Le cose si risolvono credendo nei progetti e conoscendo bene bene le materie di cui si parla. La situazione è grave perché il nostro paese è affidato ad una classe politica davvero incolta. La soluzione dunque, almeno per ora, è nelle iniziative dei singoli e soprattutto nell’energia e nell’impegno che ciascuno di noi deve continuare a mettere nonostante tutto. Sembra una risposta pessimista, in realtà io sono assolutamente certa che la verità artistica possa e debba emergere sempre e comunque.

Progetti futuri? Impegni ambiziosi?
Progetti idee sogni: senza questo neanche è immaginabile percorrere questa strada! E la più grande ambizione è sempre quella di suonare e suonare…! La Musica sa dare grande felicità!

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