In psicologia
Glick e Fiske hanno sviluppato costrutti psicometrici per misurare gli atteggiamenti degli individui nei confronti degli uomini nella loro “Ambivalence toward Men Inventory” (Ami), che include un fattore di “Ostilità verso gli uomini”. Queste metriche si basavano su una discussione in piccoli gruppi con le donne per identificarne i fattori. Successivamente, il numero di domande è stato ridotto utilizzando metodi statistici. L’ostilità verso gli uomini era suddivisa in tre fattori: il risentimento per il paternalismo, ovvero la convinzione che gli uomini sostenessero il potere maschile; la differenziazione di genere compensativa, ossia la convinzione che gli uomini fossero supportati dalle donne; e l’ostilità eterosessuale, basata sulla convinzione che gli uomini avrebbero probabilmente intrapreso azioni ostili. Il costrutto combinato, ovvero la cosiddetta “Ostilità verso gli uomini”, è risultato inversamente correlato alle misure di uguaglianza di genere quando si confrontano i diversi Paesi e in uno studio con studenti universitari, le femministe che si definiscono come tali hanno un punteggio più basso.

I partigiani sono di destra o di sinistra?






