Questa statua, opera dello scultore argentino Garbati, vuole rappresentare una inversione di paradigma, che vede l’uomo vincitore e la donna, colpevole, anche se non ha nessuna colpa, e richiama la statua di “Perseo con la testa di Medusa” del grande scultore Benvenuto Cellini, conservata a Firenze sotto la Loggia dei Lanzi, in piazza della Signoria. Qui, lo scultore ha voluto rappresentare la vendetta di Medusa, che, stanca di sottomettersi, uccide Perseo. Ora, io non voglio fare il discorsino sulla “immoralità” della vendetta delle donne, perché, in caso di continui soprusi, la rabbia degli oppressi (siano essi donne, LGBTQI+, neri, gialli, etc.) è sacrosanta. Sinceramente, però la statua, per quanto voglia riconoscere le buone intenzioni dello scultore, è superficiale, perché si ferma al primo livello dell’ingiustizia subita da Medusa.

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