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Intervista a Monica Tronci

News.dracia.com è orgogliosa di presentare l’intervista a Monica Tronci. Buona lettura:

Partiamo dall’inizio: Come e quando hai iniziato a creare?
Ho iniziato da grande. A 36 anni, quindi 5 anni fa. E’ stato per caso in realtà, dopo aver regalato un libro a mio nipote. Tutto è nato nella cucina di casa mia che è anche il mio laboratorio.
Da bambina ero brava a manipolare la plastilina, e a disegnare ma non ho seguito questa attitudine, stranamente. Non sapevo che sarebbe stata la mia strada.

Qual è il tuo background?
Sono un’autodidatta della plastilina e anche del disegno. Per la plastilina ho fatto tutto da sola.
Mentre per il disegno, raramente ho avuto insegnanti, solo un corso base molto semplice. Perché il disegno è sempre stata una passione tenuta molto privata, fino a quest’anno che ho deciso di illustrare così il libro che uscirà a Natale 2016. Ed è un’emozione grande perché sarà la prima volta che li mostro al grande pubblico. Il mio background è fatto di tanta esperienza sul campo. Compresa quella dei laboratori per bambini.

Con il tuo genere a cosa ti avvicini maggiormente?
Non ho un modello di riferimento, proprio perché è iniziato tutto per caso e non avendo una forma mentis da illustratrice non ho la tendenza a vedere cosa fanno gli altri. O almeno all’inizio non lo facevo. Adesso cerco di vedere cosa fanno soprattutto i più grandi. Nel mio campo non siamo tanti come invece sono gli illustratori che disegnano sia a mano che in digitale. E soprattutto sono lontani da qui. Spagna, America Latina. In italia siamo proprio pochissimi. E veri professionisti solo 2 o 3. Che io sappia.

Ti ispiri a qualche artista famoso?
Con la plastilina ho “copiato” artisti famosi sì, ma della pittura. Ho realizzato gli stessi dipinti, alcuni dei più famosi al mondo, ma in forma 3D con il materiale che è piu nelle mie corde. Li ho chiamati Plastiquadri.
Per quanto riguarda il mio campo invece no. Non mi sono ancora ispirata ma sto conoscendo artisti nuovi che mi stanno dando nuovi stimoli per alcune tecniche interessanti da sperimentare.

Oltre a questo, fai altro?
Restando nell’ambito artistico della plastilina. ti dico che faccio laboratori per bambini e corsi per adulti. Ma insegno anche danza classica alle bambine e ho studiato quasi tutti i generi. Un’altra mia passione è il medioevo e le rievocazioni storiche alle quali partecipo col mio gruppo.

Puoi spiegare cosa significa per te essere plastilinista?
Prima di tutto devo dire che in Sardegna sono la massima esperta di questa materia. E se non me lo avessero fatto notare non me ne sarei resa conto. Questo fa capire quanto io abbia iniziato timidamente ma poi abbia avuto un notevole sviluppo sia come idee che come tecnica. Lavorare la plastilina ormai fa parte di me. Ed è come se lo facessi da sempre.

Che rapporto c’è tra te e la plastilina e i testi?
La plastilina ormai fa parte di me, quindi il rapporto è strettissimo. Quando ce l’ho a disposizione, sia che stia creando con un’idea precisa. sia che mi capiti per caso, inizio a manipolare senza pensarci.
I testi sono arrivati quasi contemporaneamente alla passione per la plastilina, ma prima che mi decidessi a pubblicarli, hanno dovuto aspettare anni nel cassetto.
Mi piace scrivere storie e filastrocche. Le mie prime pubblicazioni sono in lingua sarda ma ho molti testi anche in italiano. Le opere sono illustrate ovviamente con la plastilina.

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Come definiresti le tue opere?
Non so definirli sinceramente. Io li vedo come figli e questo non mi permette di essere distaccata più di tanto. Ma a me piacciono e pubblicando ho avuto modo di vedere che piacciono anche agli altri. Alcuni fanno proprio ridere, gli adulti. I libri nascono per i bambini ma il fatto che siano scritti in lingua sarda coinvolge anche i genitori e non solo. Mi piace usare anche l’ironia quando scrivo.

Quali sono le opere contemporanee che si apprezzano ora?
In questo momento di sicuro hanno molto successo i film come “Galline in fuga” e “Shaun the sheep” e simili. Sono film animati, creati con la tecnica dello stopmotion, che è quella che si deve usare con la plastilina o comunque con gli oggetti inanimati se li si vuole animare e rendere credibili.

Quale soluzione potrebbe migliorare la situazione attuale delle opere?
Non sono abbastanza esperta per dare un parere di questo genere. In giro ci sono lavori eccellenti e meno, ma conoscendo la difficoltà di questo lavoro comprendo benissimo se non sempre si fa un film dei migliori. Io non mi sono ancora avventurata in un corto animato in stopmotion ma lo farò a breve in collaborazione con altre persone.

Qual è il tuo artista preferito?
Ho una vera adorazione per Leonardo da Vinci. Trovo molte cose in comune, senza pensare di essere un genio come lui, ma c’è una cosa che ci “unisce” e che in pochi abbiamo: la scrittura a specchio. Lui mi piace a 360° e non smetto mai di studiarlo. Ho anche ricreato la “Dama con l’ermellino”.

Di cosa trattano i tuoi scritti?
Sono testi per bambini principalmente. Il primo libro parlava degli animali della campagna ed è composto in lingua sarda con la descrizione degli animali e il loro ruolo nella vita del contadino, ma tutto in rima. Chi mi presenta dice che sono affreschi di vita contadina ormai dimenticati e quindi c’è un qualcosa di nostalgico e di importante da valorizzare. Nel secondo libro, ci sono ancora filastrocche in sardo ma queste parlano delle verdure e del mangiare sano e sardo. Tutti i miei testi hanno anche la traduzione letterale in italiano sulla stessa pagina, per permettere a chi non conosce certi vocaboli, di capirli subito in italiano. Quest’anno farò uscire il primo in italiano, che oltre a questo avrà anche la traduzione in inglese. Filastrocche sugli animali di giungla e savana. La giraffa andrà in giro per il mondo per parlarci dei suoi amici animali. Poi tornerò alla lingua sarda ma con un nuovo argomento che non dedico solo ai bambini ma anche gli adulti: il grano e il pane sardo. Ma ho anche la favola nuragica, la goccia d’acqua che fa il suo corso, la gallina gignate, la festa d’estate, etc.

A cosa ti sei ispirata per realizzare le tue opere?
Io attingo molto dalla vita quotidiana e dalla tradizione. La Sardegna è ricca di spunti interessanti ed è un piacere tuffarsi nel mondo rurale per esempio, o tradizionale ma comunque spesso attuale. Scrivo in sardo quando si tratta di cose veramente nostre. Dico sempre che scrivere in sardo arriva dal cuore e per questo motivo non potrei mai usare questa lingua per parlare per esempio della giungla. Perché non è una cosa che appartiene al mio DNA.

Ti piace la situazione delle opere o degli scritti a livello internazionale?
Per quanto riguarda la plastilina mi piace molto. Per gli scritti del mio settore direi di sì. Quello che mi dispiace è che per trovare persone che fanno il mio lavoro devo guardare proprio lontano. Per fortuna c’è internet. In molti altri posti, quello che faccio io, è un vero lavoro. Qui a volte viene visto come un gioco… In italia spero di incontrare presto qualche professionista dal quale imparare. Ovviamente dall’altra parte del mare.

Creare, migliorare, scrivere… Da quando tempo sei attiva?
Da subito. 10 giorni dopo aver riscoperto la passione per la manipolazione ero già in super attività, compresa la prima favola (scritta a capodanno rinchiusa in casa causa malanno di stagione), e qualche mese dopo, avevo già ipotizzavo le illustrazioni di questa prima storia, che si svolgeva nella giungla. Rimasto prototipo e fatto più per gioco che con convinzione da illustratrice, ma già molto realistico. Non lo ero e non credevo che lo sarei diventata, illustratrice. Poi invece al momento giusto ho preso in mano le vecchie prove e ho creato il primo libro vero ma in fattoria.

Sei soddisfatta della risposta del pubblico alle tue opere?
Sì, sono molto soddisfatta perché mi sono affacciata al mondo della scrittura soprattutto e dell’illustrazione, molto timidamente e quando ho avuto il coraggio di venire allo scoperto col primo libro, i timori erano tanti. Invece sono stata premiata dal pubblico e questo mi ha dato lo slancio per il secondo e poi per il terzo e spero continui così.

Sei emozionata quando presenti le tue opere o i tuoi scritti a tanta gente?
Quando si tratta delle mie creazioni, no. Sono molto tranquilla e orgogliosa del mio operato. Quando invece espongo gli scritti, per esempio alle presentazioni dei libri, allora sì che mi emoziono. Perché scrivere significa mostrare qualcosa di personale, di intimo, perché viene dal cuore. Almeno per me è così.

Il tuo percorso è interessante… Hai qualche aneddoto particolarmente significativo?
Mi piacerebbe raccontare di quando ho letto il primo libro di filastrocche a un festival di poesia in teatro. La gente rideva così tanto che mi sono sentita a zelig. Ed è stato un piacere constatare che ancora tante persone capiscono il sardo anche se purtroppo non lo si parla piu come prima. Con i miei libri cerco di valorizzarla perché purtroppo rischia di scomparire.

Progetti futuri? Impegni ambiziosi?
Tra il 25 e il 30 agosto parteciperò a un festival culturale tra Bosa e montresta un paesino li vicino: “L’isola del teatro”. Farò 5 giorni di laboratorio durante il quale oltre a creare i personaggi dei miei libri, creeremo un corto animato.
Tra settembre e ottobre avrò alcuni laboratori e a novembre oltre all’uscita del nuovo libro, parteciperò a un Festival sull’illustrazione in Sicilia “Illustramente”. Porterò la mia arte oltre mare finalmente. E poi continuerò a preparare i miei tutorial sul mio canale youtube

Vuoi ringraziare qualcuno?
Solitamente ringrazio la mia famiglia che pazientemente segue tutte le mie idee che sono davvero tante.

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2 Commenti

  1. Foto del profilo di Luca

    Impossibile non apprezzare il tuo lavoro e il tuo talento Monica. Che questa intervista sia per te di buon auspicio.

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