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Superleggera Vision, il concept che reinventa la Mini

Stile britannico ed eleganza all’italiana per l’auto firmata Bmw in collaborazione con l’atelier milanese Touring Superleggera
Al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2014, uno dei più importanti eventi dedicati alle quattro ruote da collezione, il Gruppo Bmw ha partecipato con un concept che reinventa completamente una delle sue auto culto. In collaborazione con la carrozzeria milanese Touring Superleggera, i tedeschi hanno presentato una speciale Mini rivisitata nello stile e nel design, che si stacca in modo netto dall’immagine a cui siamo abituati.
La Mini Superleggera Vision è una due posti roadster scoperta che sembra cercare di unire lo spirito british, visibile nelle rotondità del muso e dalla pinna posteriore, alla raffinatezza italiana, espressa dal minimalismo delle linee. I materiali sono ricercati, con interni in pelle, alluminio e molte cromature, il tutto lavorato interamente a mano. Il cruscotto, per esempio, esprime bene il connubio tra i due stili, con un unico foglio di alluminio su cui si apre il display arrotondato tipico delle plance Mini.
Il passo lungo, il cofano allungato, gli sbalzi ridotti, le ruote in posizione allargata: Mini Superleggera Vision ha tutti gli elementi della roadster votata alla guida frizzante, nonostante preveda una motorizzazione esclusivamente elettrica. È solo un concept, per ora, ma non ci dispiacerebbe affatto vederla nelle concessionarie.

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Superleggera Vision, una Mini a Villa d’Este
Al Concorso d’Eleganza italiano un prototipo di roadster due posti realizzato insieme alla Touring Superleggera di Milano.
REGINA DI VILLA D’ESTE – La Mini ha scelto un contesto esclusivo per stupire il pubblico. Al concorso d’Eleganza di Villa d’Este è stata svelata la Mini Superleggera Vision, esclusiva interpretazione della guida open air, realizzata in collaborazione con Touring Superleggera, storica carrozzeria di Milano.
ROADSTER ALL’INGLESE – La Mini Superleggera Vision è una roadster due posti, classica e compatta, che esprime dinamismo e nasconde il fascino tecnologico della trazione elettrica. La linea è la sintesi dell’estro italiano e dell’eleganza britannica. Ma sotto il cofano c’è il futuro, rappresentato da un motore elettrico.
PUNTI DI CONTATTO – Tra il manifesto tecnologico della Superleggera e quello della Mini c’è molto in comune: a partire dal concetto di essenzialità, minimalismo che è stato l’elemento principale del successo della prima Mini e che viene rigorosamente e gelosamente mantenuto sugli attuali modelli Mini, compreso questo prototipo.
MINI AL PRIMO SGUARDO – La Mini presenta i tratti iconici del design Mini: i due proiettori circolari e la mascherina esagonale sono Mini doc. Le carreggiate larghe e le ruote importanti trasmettono dinamismo e solidità. Anticipano, da fermi, il kart feeling Mini, il concetto di guidabilità prima di tutto.
UNA SCULTURA – La fiancata è, invece, tipicamente Touring, tesa e senza giunture unisce con continuità le ruote anteriori e posteriori, dando all’auto l’equilibrio di forme di una scultura classica. La costruzione a mano dei lamierati ha permesso di modellare una forma che sembra plasmata dal pieno.
OMAGGIO ITALIANO – La colorazione Como Blu è un omaggio ai colori del lago e al concorso d’Eleganza. Mentre le luci posteriori disegnate sullo stile della bandiera britannica ricordano le origini “british” del marchio.
ALLUMINIO A VISTA – L’abitacolo della Mini Superleggera Vision è in stile con la carrozzeria: troviamo gli stessi elementi base del design, ma declinato con la realizzazione artigianale della Touring. Lastre in alluminio e le parti tubolari a vista danno un gusto retrò all’insieme. Gli elementi strutturali delle porte sono modellati sempre sulla forma della bandiera inglese, altro tocco di originalità. Ma c’è anche la tecnologia moderna, quella usata nel grande strumento centrale, con un display tattile. E c’è una telecamera per filmare i momenti più belli di un viaggio, per avere un ricordo della strada divorata con la Mini Superleggera Vision.
CURA DEL DETTAGLIO – Per quanto essenziali, le finiture sono realizzate con materiali preziosi. Ci sono la pelle color sabbia e gli inserti cromati per la strumentazione, oltre ai pannelli in alluminio a vista. I sedili sono avvolgenti, ma hanno la forma di quelli delle Mini che correvano negli anni 60. Poi il tocco italiano: dettagli in magenta rivela particolari poco in vista, come le uscite di aria calda sotto il pannello strumenti e all’interno della struttura delle porte.
UNA LUNGA TRADIZIONE – La Touring Superleggera dal 1926 ha stabilito nuovi standard di design e di leggerezza, per migliorare le prestazioni delle vetture e rendere uniche le sue produzioni. Oggi come allora, alla Touring si fa tutto in casa, dal primo schizzo del progetto alla produzione dei modelli a tiratura limitata. Source: wired, alvolate


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