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Ragazza violentata dal padre e zio: arrestati entrambi

La giovane di Olbia si trova ora in una casa protetta
Segregata e abusata sessualmente dai due parenti in un casolare di campagna. Attraverso percosse e minacce, avevano ridotto la ragazza in completa soggezione.
Violentata e segregata in casa dal padre e dallo zio: una giovane donna poco più che maggiorenne ha trovato la libertà solo grazie all’intervento degli agenti del commissariato di Olbia che mercoledì mattina hanno notificato ai suoi aguzzini un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip del Tribunale di Cagliari. Il provvedimento ha raggiunto un 44enne sassarese e un 52enne nuorese: devono rispondere di violenza sessuale aggravata.

Lunga attività investigativa
Il pubblico ministero Alessandro Pili, titolare dell’inchiesta, aveva contestato ai due anche la riduzione in schiavitù ma il giudice non l’ha recepita nell’ordinanza. Entrambi si trovano ora rinchiusi nella casa circondariale di Bancali. La vicenda si trascina da molto tempo ma solo all’inizio dell’anno ha visto il coinvolgimento delle forze di polizia, coordinate dal vice questore aggiunto Fernando Spinici. Gli agenti si sono attivati a seguito della richiesta di aiuto lanciata dalla stessa giovane vittima: da qui è iniziata una lunga e delicata attività investigativa che ha fatto luce su una brutta storia di violenza e abusi tra le mura domestiche.

Ridotta in uno stato di completa soggezion
Secondo quanto riferito dalla Questura, padre e zio della ragazza erano soliti occupare degli stabili fatiscenti nelle campagne di Olbia, in cui poi andavano a vivere con il resto della famiglia. I due uomini, attraverso percosse e minacce, avrebbero costretto la giovane in uno stato di completa soggezione, tanto da inibirne la volontà, sino ad obbligarla ad avere rapporti sessuali con entrambi. Alla fine la ragazza ha trovato la forza di ribellarsi e ha raccontato tutto alla polizia, mettendo così in moto l’indagine che oggi a portato in carcere i due aguzzini. Ora la giovane donna si trova in una «casa protetta» e può contare anche su un supporto psicologico.


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