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Operazione Paperclip

Ormai sappiamo tutti che durante gli anni della guerra fredda, nel nome dell’anticomunismo, sono state tollerate o addirittura volontariamente realizzate mostruosità analoghe a quelle che venivano (giustamente) addebitate ai paesi comunisti. Sarebbe onesto se qualche esponente politico lo ammettesse, ma non succederà, tanto meno ora che la politica è soggiogata alla logica dell’economia e quindi non ha tempo né voglia di pensare a questi temi scomodi.
Fortunatamente, però, ci sono dei giornalisti che rifiutano il conformismo e scavano nel passato per portare alla luce pagine di storia che non troveremo mai sui testi scolastici.
È il caso di Annie Jacobsen, autrice del libro Operazione Paperclip (Piemme, 2014, pp. 580, € 20), che esce in contemporanea con l’edizione originale, pubblicata da Little, Brown and Co.
Dopo la caduta del Terzo Reich, gli Stati Uniti non potevano permettere che l’inestimabile capitale di scienziati e medici tedeschi, col loro corredo di progetti e sperimentazioni, andasse perduto o finisse nelle mani dei sovietici.L’Office of Strategic Services (OSS) e poi la CIA trovarono questi uomini e li misero sotto contratto. In cambio offrirono loro una reputazione immacolata, una casa, uno stipendio e documenti falsi.
Uno di loro era Wernher von Braun, ideatore dei missili V1 e V2. Un altro era Theodor Benzinger, inventore del termometro auricolare e direttore di un centro sperimentale. Un altro ancora era Otto Ambros, chimico ad Auschwitz. Quest’ultimo sarebbe stato poi coinvolto nella produzione del talidomide, il farmaco prescritto alle gestanti come tranquillante che avrebbe causato la nascita di oltre 10.000 bambini malformati.
Il libro di Annie Jacobsen ci permette di conoscere meglio realtà in parte già conosciute. Crimini per i quali nessuno ha pagato e nessuno pagherà, perchè sono stati compiuti con l’avallo di quella che molti si ostinano definire “la più grande democrazia del mondo”.
Annie Jacobsen, giornalista statunitense, collabora a diverse testate, fra le quali il “Los Angeles Times Magazine”. Ha pubblicato diverse opere su temi controversi della storia americana recente, fra le quali “Area 51. La verità, senza censure” (Piemme, 2013). Source: popoliminacciati


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