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Molestie a Hollywood: una riflessione

Non voglio qui parlare di tutte le notizie di molestie e stupri che stanno uscendo ora nell’ambiente di Hollywood, perché sarebbe alquanto ridondante e ripetitivo. O meglio, lo farò, ma da un punto di vista inconsueto. Qui io vedo solo donne che si autoproclamano vittime e che sparano a raffica contro i maschi. E vedo anche associazioni femministe che tuonano contro il maschilismo e ammucchiano tutte nel ruolo di vittime. E se permettete io non ci sto. È vero, il maschilismo è un problema grave, ma la colpa non è solo dei maschi, ma è anche delle donne. Sì, gente come Wenstein è il prodotto di un sistema nel quale tutti (me compresa) sono colpevoli e nessuno è innocente. Nemmeno le donne, che ora assumono l’aureola di Maria Goretti. E non è un problema che riguarda solo Hollywood, dannazione. Ora, prima riflessione: si può confessare uno stupro dopo diversi anni (anche sessanta), però, in questo caso, ho notato una certa malafede da parte delle dive presenti. O confessano l’abuso quando la carriera è finita, oppure si accodano a casi simili, quasi volessero sfruttare l’onda lunga di una celebrità ritornata. E, sinceramente, io trovo questo aberrante. Non mi piace, risveglia sempre la parte più malpensante della mia natura. Comunque, torniamo a noi: perché non riesco ad essere solidale (o almeno non del tutto) con le dive di Hollywood? Ce ne sono diverse di motivazioni e comincerei ricordando la grande accusa di pedofilia che, negli anni 90, è stata montata ad arte contro il povero Micheal Jackson. Come si è risolta? In una bolla di sapone. Beh, chi può impedirmi di pensare che in questi casi c’è stato un meccanismo simile? “A pensar male si fa peccato, ma si azzecca quasi sempre…” Poi, ripeto, io considero il maschilismo un problema multifattoriale, di cui sono colpevoli tutti, anche le donne, che dovrebbero cominciare a smettere di essere sante per sesso. Sante/Santi si diventa per il comportamento e quello è indipendente dal genere. Ora, comincio col dire che lo scambio di sesso e lavoro è dovuto a entrambi. Certo, gli uomini se ne approfittano, ma perché le donne, in diversi casi, ci stanno, pur di ottenere dei vantaggi? Sono tutte fragili, che non sanno quel che è corretto e quel che non è corretto? Non hanno una minima capacità di discernimento? Ma veramente a noi donne piace essere considerate incapaci di intendere e di volere? Io penso che, se gli uomini se ne approfittano, ci sono anche donne disposte a usare il corpo per ottenere qualcosa, scavalcando quelle che si sono impegnate nello studio. Ecco, una prima cosa da fare sarebbe questa: cominciare a biasimare risolutamente quelle che zoccoleggiano per ottenere qualcosa. Il sesso non deve essere una merce di scambio. Si può fare come si vuole, nei limiti della consensualità, ma mai per ottenere qualcosa. Mai. E poi altra cosa su cui riflettere: molti (e anche molte) non esitano a prendere in giro un ragazzo riservato, che non ha lo spasmodico interesse che, per contratto, un ragazzo deve avere verso le ragazze. E se è omosessuale, bisessuale, asessuale, sapiosessuale o cos’altro? Apriti cielo. A momenti lo psicanalizzano, anche se non ha subito traumi, è calmo e non ha fatto nulla di male. Si faceva negli anni 60-70 e si continua a fare anche ora, anche se, per fortuna, in forma minore (e spero che continui così). Questo continuo martellamento forgia nella mente l’idea che il maschio, per essere considerato tale, debba comportarsi come un toro sotto effetto di viagra (?). Con questa idea, sfido io che non nascano molestatori e stupratori! Praticamente, non facciamo altro che dire ai maschi che, per essere tali, devono comportarsi come bonobo (anzi, quelle povere scimmie sono più civili). E questa idea è nutrita da libri sempre più disturbanti e se in gente attempata si può capire (chi ha più di sessant’anni oggi è stato educato da gente nata nei primi anni 20 ed è difficile che essi abbiano un’educazione liberal) in ragazze e donne relativamente giovani no. Eppure, esse la nutrono coi loro libracci, destinati ad adolescenti dalla mente plastica. È inutile che dica di chi sto parlando, lo si capisce dai miei precedenti post. Intendiamoci, prima che mi si accusi di favorire questa gente: se è appurato che molti divi si sono comportati male, è giusto che paghino. Tuttavia, è il caso che noi donne ripensiamo criticamente a come ci comportiamo e cominciamo a combattere coi nostri pregiudizi (almeno quelli consci), perché altrimenti non andremo da nessuna parte.


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