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Lo spionaggio USA protesse Mengele

NEW YORK – Nell’ aprile del 1947 il controspionaggio americano catturò Joseph Mengele a Vienna, nella zona occupata dalle forze degli Stati Uniti, ma dopo qualche tempo lo lasciò andare, pur sapendo di avere a che fare con il medico e torturatore del più orribile lager nazista. Auschwitz. Quindici anni più tardi lo spionaggio militare Usa seguì gli spostamenti del dottor Mengele fra Buenos Aires ed il Canada, ma non intervenne per arrestarlo. Così, oggi, il mostro di Auschwitz è ancora libero. L’ ultima volta che lo avvistarono fu negli anni 70, in Paraguay: il regime dittatoriale del generale Stroessner afferma che ora ha lasciato il paese, ma Serge e Beate Klarsfled ed i due cacciatori di nazisti che rintracciarono Klaus Barbie in Bolivia, credono che sia sempre lì. Le rivelazioni di una possibile protezione accordata dagli Stati Uniti a Mengele risultano da documenti riservati, ottenuti per la prima volta dal Centro Simon Wiesenthal di Los Angeles grazie alla legge sulla “Freedom of Information” (libertà d’ informazione). Quattro pagine del materiale in questione sono però ancora vincolate dal segreto di Stato, poichè secondo il comando “intelligence” dell’ esercito americano la loro pubblicazione “potrebbe causare danni alla sicurezza nazionale o svelare informazioni riservate su governi stranieri”. Non è le prima volta che associazioni per la documentazione dei crimini nazisti (come quella di Los Angeles, ed altre con sede a Parigi e Tel Aviv) portano alla luce clamorosi episodi di collaborazione tra lo spionaggio Usa ed alti esponenti del Terzo Reich. In genere, gli Stati Uniti accordavano documenti falsi e un trasferimento in un paese lontano ai criminali nazisti che fornivano informazioni di valore sulla rete spionistica sovietica in Europa. Nel caso del dottor Mengele questa eventuale cooperazione suscita particolare sdegno. Quale capo del personale medico di Auschwitz (dove 4 milioni di ebrei e di altri prigionieri sono stati uccisi nelle camere a gas e nei forni crematori), Mengele è accusato di atti raccapriccianti. Conduceva personalmente esperimenti sui suoi prigionieri, accanendosi specialmente sulle coppie di gemelli, iniettando loro canfora ed altri prodotti chimici negli occhi e nel cervello. Uccideva bambini (spesso gettandoli vivi tra le fiamme) per praticare un’ immediata autopsia. Esponeva le sue vittime al virus della febbre gialla o a forti dosi di raggi X, per studiarne le reazioni; castrava e sterilizzava uomini e donne, tagliava via pezzi del corpo per tentare colture di tessuto umano. Oggi Joseph Mengele ha 73 anni. Dal 1959 è inseguito da un mandato di cattura della Germania Occidentale. Il prossimo fine settimana decine di sopravvissuti di Auschwitz, tra cui alcuni gemelli sottoposti alle torture di Mengele, si riuniranno ad Auschwitz per commemorare il 40esimo anniversario della loro liberazione. Source: repubblica


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