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L’Impero Romano d’Oriente è caduto a causa del clima

Cambiamenti climatici alla base della caduta dell’Impero Romano d’Oriente: La colpa sarebbe della piccola era glaciale tardo-antica.
Secondo uno studio condotto allo svizzero Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) la caduta dell’Impero Romano d’Oriente sarebbe stata causata dai cambiamenti climatici verificatisi nell’antichità. Sebbene l’Impero Bizantino sia durato fino al 1453, stando agli studiosi svizzeri il suo indebolimento sarebbe iniziato quasi 1000 anni prima, durante la cosiddetta piccola era glaciale tardo-antica, registrata nel VI secolo. Per giungere a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato la crescita di alberi delle Alpi e dei Monti Altai, stabilendo che la piccola era glaciale cominciò nel 535: sono stati gli anelli di accrescimento degli alberi a suggerirlo. In quel periodo tre successive importanti eruzioni vulcaniche – una nel 536, una nel 540 e una nel 547 – causarono un’ulteriore abbassamento della temperatura, poiché le particelle rilasciate nell’atmosfera interferirono con il riscaldamento da parte del Sole. Il calo delle temperature in Europa ebbe effetti negativi sulle coltivazioni, tanto da causare un’estesa carestia cui, nel 541, si aggiunse un’epidemia di peste bubbonica, poi diventata nota come peste di Giustiniano dal nome dell’imperatore al tempo regnante. Questi fenomeni, uniti al fatto che la peste per due secoli continuò a presentarsi a ondate successive (seppure senza raggiungere la virulenza iniziale) falciarono gran parte della popolazione e indebolirono la società: la stima delle vittime varia, a seconda degli storici, tra i 25 milioni e i 100 milioni di persone, morte tra il 541 e il 750. Per contro, il raffreddamento fu benefico per le popolazioni che abitavano la penisola arabica. L’aumento delle precipitazioni e gli effetti benefici sull’agricoltura avrebbero avuto un ruolo importante nella nascita e nell’espansione dell’Impero arabo, che si sarebbe trovato di fronte un Impero Bizantino molto indebolito. Ulf Büntgen, capo dei ricercatori che hanno condotto lo studio, afferma che sicuramente la piccola era glaciale tardo-antica è stata «il raffreddamento più drammatico avvenuto nell’emisfero settentrionale negli ultimi 2000 anni» ma avverte anche che la suggerita influenza sugli avvenimenti politici va considerata alla stregua di una ipotesi non ancora sufficientemente solida. «Dobbiamo essere cauti a collegare cause ambientali ed effetti politici» ha commentato. «La piccola era glaciale tardo-antica si inserisce però sorprendentemente bene nel contesto delle grandi rivoluzioni di quel tempo».


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