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Julio Iglesias bandito in Russia per neofascismo

Musica di Julio Iglesias bandita in Russia per neofascismo
Banditi per violenza anche i Village People.
Sta spopolando in Rete una serie di immagini, come quella presentata qui accanto, che mostrerebbero un elenco di cantanti e gruppi musicali banditi o “sconsigliati” in questo momento dalle radio in Russia.
Fra i nomi elencati ce ne sono alcuni abbastanza ovvi, come Alice Cooper (per “violenza, vandalismo” o i Sex Pistols (“punk, violenza”).
Ma che i Village People siano vietati per “violenza” pare un po’ strano.
La chicca assoluta, però, è Julio Iglesias, che è bandito addirittura per “neofascismo”.
L’attuale situazione censoria in Russia alimenta la circolazione di questa lista, ma un suo esame razionale rivela qualcosa di sospetto: i Pink Floyd sono banditi per “interferenza nella politica estera dell’Unione Sovietica”. Ma l’Unione Sovietica non esiste più da un pezzo.

Si tratta infatti di una trascrizione di un documento sovietico risalente al 1985 e diffuso dal Komsomol, organizzazione giovanile del partito comunista dell’URSS, come elenco di “gruppi musicali o artisti stranieri i cui repertori contengono composizioni ideologicamente dannose”, pubblicato per “intensificare il controllo sulle attività delle discoteche”.
Era una lista seria di musica ritenuta pericolosa (analoga a quelle circolanti anche in Occidente sulla pericolosità per i giovani della musica rock) oppure una forma sottile di ironia che permetteva sfruttare un organo di propaganda ufficiale per far sapere a tutti quali erano i gruppi da ascoltare grazie ai ribs o ryobra, le copie abusive dei dischi fatte riutilizzando le lastre radiografiche?
Non è chiaro, ma una cosa è certa: l’elenco non si riferisce alla Russia odierna.


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