Menu Scrittori

Google+

Twitter

Fans
1017
Articoli
355
Commenti
3277
Membri

Il cancro? La miglior morte, non sprecate miliardi per curarlo

Dr Smith, UK
Il medico “di eccellenza” inglese dice che morire di cancro è la “miglior morte”. Nessuna nota al “perchè” uno sviluppa questa malattia, ma enfasi su un pragmatico e meno costoso  andarsene fuori di scena”romanticamente”…Stupiti? Mah no, non c’è limite ormai… e anche questa affermazione avrà successo.
Morire di cancro è la “migliore morte” e dovremmo  smettere di sprecare milioni per cercare di curarlo [certamente i milioni dati alla Big Pharma ndt] , questo cio’ che ha detto un medico di eccellenza [in Inghilterra].
Il Dr Richard Smith, un ex redattore del British Medical Journal, ha detto che il cancro permette alle persone di dire addio e prepararsi per la morte e percio’ è preferibile ad una morte istantanea, ad una per  problemi di insufficienza di un organo, o di una “lenta lunga morte per dementia”.
Riferendosi agli scritti di un regista surrealista, Luis Buñuel, il Dr Smith ha detto che il cancro era la cosa più vicina al desiderio professato dal regista, per avere una “morte più lenta”.

“Potete dire addio, riflettere sulla vostra vita, lasciare gli ultimi messaggi, forse visitare luoghi speciali per l’ultima volta,ascoltare i vostri pezzi musicali preferiti, leggere poesie che amate e prepararvi, secondo il vostro credo, ad incontrre il vostro creatore o godere dell’oblio eterno,” così il Dr Smith ha scritto  in un blog pubblicato  per il BMJ, una rivista che ha editato fino al 2004.
“Riconosco che questo sia una modo romantico di vedere la morte, ma lo si può raggiungere con amore, morfina e whisky. Ma state lontano da oncologi iperambiziosi e smettiamola di sprecare  miliardi nel temtativo di trovare  una cura al cancro, che ci lascia potenzialmente fare una morte molto più orribile,” ha scritto.

Il Dr Smith, che ha lavorato per 6 anni anche come medico della TV per la BBC e la TV-AM, è ora presidente di entrambe le aziende mediche Patients Know Best (“I pazienti lo sanno meglio”) e l’ International Centre for Diarrhoeal Disease Research (Centro Internazionale per la Ricerca su Malattie Diarroiche – ironie…della scienza, ndt?– ).
Nel suo blog, il medico discute sul fatto che una morte veloce ed improvvisa – nonostante sia la scelta della più parte della gente-  può essere difficile per i parenti ed amici del defunto, particolarmente dove ci sono questioni irrisolte in una relazione, mentre una deficienza e malfunzionamento di un organo  possono lascire le persone “troppo a lungo in ospedale e nelle mani dei medici”, ha scritto.
Una morte a seguito di demenza, scrive costui, “può essere la piu’ orrenda poichè venite lentamente cancellati”.
Buñuel stesso, che morì a Mexico City di cancro al pancreas all’età di 83 nel 1983, [interessante, i “giornalisti veri”: in un articolo precedente (2) dello stesso quotidiano, un altro giornalista aveva detto che il regista era morto di cirrosi epatica…ma che importa? Del resto tanto era la fine, no?] scrisse che mentre “non aveva paura della morte”  aveva invece paura “di morire da solo in una stanza d’albergo, con le mie valige aperte ed una sceneggiatura sul comodino”. Devo sapere di chi sono le dita che mi chiudono gli occhi.”
Il cancro resta una delle cause più comuni  di mortalità in UK, circa 1 morte su 3. L’anno scorso [2014] si è raggiunta una grande pietra miliare nello sviluppo dei trattamenti, quando la Cancer Research UK annunciò che metà dei sofferenti di cancro era sopravvissuta alla malattia  per 10 anni o piu’. (1)
I suoi commenti hanno scatenato furie online [e te credo…ndt] con gli utenti dei social media che lo hanno accusato di insensibilità verso familie e pazienti.
Il Professor Peter Johnson, capo clinico al Cancer Research del Regno Unito, ha detto: ‘Naturalmente dobbiamo morire tutti, ma il cancro si porta via troppe persone e troppo giovani”.

‘E ‘ solo nell’essere ambiziosi nella nostra ricerca, che possiamo dare alle persone una misura di scelta e tanto più sappiamo sul cancro, tante più opzioni possiamo dare alla gente” [?? ndt]
‘I miei pazienti sono molto in chiaro su quando vogliono o non vogliono un trattamento e preferiscono di gran lunga che io sia ambizioso piuttosto che nichilista” (2).​​ Via: independent, dailymail


Scrivi un Commento

Occorre aver fatto il login per inviare un commento. Usa il box Collegami.