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Il bianco e il nero non sono colori

Bisogna chiedersi innanzitutto cosa è un colore. Un oggetto colorato ha la proprietà di assorbire alcune radiazioni luminose con determinate lunghezze d’onda e di rifletterne altre. Un oggetto rosso assorbirà tutte le lunghezze d’onda dello spettro della luce visibile e rifletterà solo quella rossa. Quando vedi quell’oggetto, il tuo occhio riceve le radazioni riflesse , e per questo lo vedi rosso. Se un oggetto è bianco, vuol dire che riflette tutte le radiazioni della luce visibile; quindi il bianco è la somma di tutte le radiazioni dello spettro, non ha una lunghezza d’onda sua propria, e quindi non è un colore, ma è la somma di tutti i colori. Se un oggetto è nero, vuol dire che assorbe tutte le radiazioni dello spettro e non ne riflette nessuna: quindi il nero non è un colore. Il bianco è la somma di tutti i colori (la scoperta è di Newton), la luce bianca del sole infatti, se fatta passare attraverso un prisma, si scompone nei colori di cui cui è composta. Il nero è viceversa l’assenza di tutti i colori.

I colori non esistono
I colori non esistono. I maniaci degli abbinamenti, i superstiziosi e, perché no, le tintorie dovranno farsene una ragione. Ma prima di urlarmi contro, giurando sulla vostra vita che la felpa che indossate è blu, lasciatemi spiegare. La luce è un’onda elettromagnetica composta da quanti di energia chiamati fotoni. Gli occhi, per percepire la luce, devono essere dunque sensibili ai fotoni: di questo si occupano i recettori della retina. Le onde elettromagnetiche vengono classificate in base alla loro lunghezza d’onda, partendo dalle onde radio, passando per le microonde, infrarossi, luce visibile, ultravioletto ed infine raggi X. Noi conosciamo queste onde indirettamente: per esempio con antenne, forni microonde, radiografie e lampade ultraviolette. L’occhio umano percepisce solo una parte dello spettro elettromagnetico: cioè la parte compresa fra i 380 e i 760 nanometri (miliardesimi di metro), detta anche luce visibile. I colori, che non esistono in natura, sono solo il nostro modo di percepire le varie lunghezza d’onda tramite la vista. Non siamo solo noi ad avere questa peculiarità. Nonostante infatti gran parte dei mammiferi sia cieca ai colori, la maggior parte di uccelli ed insetti ha una visione cromatica ed alcuni anche migliore della nostra. Le api, per esempio, riescono a vedere gli ultravioletti. I gatti vedono i colori anche se un po’ sbiaditi. I bovini sono tutti ciechi ai colori. E se ve lo state chiedendo da tempo: no, il toro non vede il rosso sventolatogli in faccia dal matador. L’occhio percepisce i colori grazie ai coni e i bastoncini della retina: i primi servono per la visione di giorno e i secondi per quella notturna. Abbiamo un solo tipo di bastoncini: ciò spiega perché di notte non vediamo i colori. Invece esistono tre tipi coni: uno per il rosso, uno per il verde e uno per il blu. Com’è possibile allora che noi vediamo il mondo in milioni e milioni di colori? La risposta ci viene data da Thomas Young nel 1801: mescolando i tre colori fondamentali, si generano tutto gli altri. Non a caso i il rosso, il verde e il blu si trovano all’inizio, al centro e alla fine dello spettro visibile. Noi percepiamo il colore di un oggetto non tanto perché l’oggetto è di quel colore, ma perché l’oggetto stesso assorbe le varie lunghezze d’onda. Un esempio chiarificherà il concetto: la volta celeste ci pare azzurra perché l’atmosfera filtra tutti i colori – lunghezze d’onda – tranne l’azzurro. Il nero dunque non è un colore, ma l’assenza di tutti e tre i colori fondamentali. Anche il bianco non è un colore, ma la somma di tutti i colori: famosa è la copertina dell’album dei Pink Floid dove un raggio di luce bianca passa attraverso un prisma creando un arcobaleno. Indirettamente o meno, il gruppo inglese ha reso omaggio all’esperimento di Newton del 1672, in cui, appunto, la luce veniva prima scomposta grazie ad un prisma e poi ricomposta attraverso un altro prisma invertito. Certo è molto meglio un mondo a colori che uno in bianco e nero – povere pecore: ma la prossima volta in cui vi troverete in mezzo ad un’aspra discussione su se sia meglio un jeans blu con le scarpe nero o meno, bhe, potrete levarvene le mani affermando: i colori non esistono!


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