Menu Scrittori

Google+

Twitter

Fans
1017
Articoli
355
Commenti
3277
Membri

Enzo Mari – Allegoria della morte (1988)

Un’opera d’arte che ha fatto discutere.
Da alcuni giorni, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, si trova un’opera di Enzo Mari dal titolo “L’allegoria della morte” che è formata da tre semplici lapidi uguali accostate a tre sepolture.
Con esse l’autore ha voluto rappresentare le tre religioni oggi esistenti (siamo nel 1987): una croce che allude a tutte le religioni monoteiste, una falce e martello che allude alla religione laica, una svastica che allude alla religione della merce, suggerita da una dozzina di modelli mini di macchine. Questo secondo quanto detto dall’artista.
Per lui, mentre le prime due religioni le ha immediatamente individuate con la croce e la falce e martello, più difficile è stato individuare il terzo simbolo che ha richiesto una riflessione di circa un anno. La religione della merce è individuata dalla svastica perchè, come il nazismo ha eliminato prima migliaia e poi milioni di persone (oppositori politici prima, ebrei poi), così la religione della merce attuale prelude all’inizio di un altro genocidio che viene ignorato da speranze di miracoli tecnologici dimenticandosi che la tecnologia è prima di tutto merce. Il genocidio di cui tutti sanno è quello del pianeta stesso, la distruzione dell’ecosistema, nonostante ciò tutti continuano a sognare il Dio della merce. L’artista spera di suscitare con quest’opera “modelli comportamentali utili a decondizionare la gente… oggi unico progetto possibile”.

Allegoria della Morte - Enzo Mari, 1988

Io non sono d’accordo con l’autore su questa schematizzazione. L’umanità a grandi problemi e corre grandi rischi, ma ha in se le possibilità per risolvere tali problemi. Lo sviluppo tecnologico a cui assistiamo non è certo possibile fermarlo, non si blocca la scienza (come dimostra la vicenda di Galileo), il punto sta in come tutti noi riusciamo ad orientarla, per il progresso e il benessere di tutto il popolo. Source: paesesera


Scrivi un Commento

Occorre aver fatto il login per inviare un commento. Usa il box Collegami.