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Enza Voglio: Riflessioni estemporanee

News.dracia.com è orgogliosa di presentare l’intervista a Enza Voglio. Buona lettura:

Partiamo dall’inizio: Come e quando hai iniziato?
Sicuramente nel grembo materno, avevo così tanta fretta di iniziare che sono nata due mesi prima del previsto. Sin da piccolissima ero predisposta solo al gioco… Che mai ho abbandonato… Nemmeno in età adultissima…:) Disegnavo sui quaderni… Cartella, libri… Braccia, ovunque… Possibile… Quindi è stato naturale poi studiare arte.

Ti ispiri a qualche artista famoso?
I pittori che più hanno influenzato il mio percorso artistico sono quattro: il Guercino per il cromatismo, il suo rosso mi fa impazzire. Caravaggio… Anticipatore della fotografia, Modigliani per le sue linee pure… E Kandinsky per l’astrattismo geometrico… E in seguendo il mio istinto… È nato il mio genere pittorico…

Oltre a questo, fai altro?
Mi occupo di pittura a tempo pieno, sono incompatibile con altri tipi di lavoro.

Come definiresti le tue opere?
Informale segnico.

Che rapporto c’è tra te e i pennelli?
La mia naturale dimensione è fantasticare e nella pittura ho libero sfogo. Sono me stessa quando lascio fluire le mie energie abnormi che si trasformano in linee e colori su qualsiasi supporto. Usando anche le mani e non solo i pennelli a me tanto cari… Che uso pure per tenermi su i capelli.

Di cosa trattano i tuoi quadri?
Frammenti di vita.

Con il tuo genere a cosa ti avvicini maggiormente?
L’arte contemporanea permette di avvalersi anche di altri tipi di tecniche, una contaminazione di materiali e strumenti vari… Poi con l’era del web… Sembra tutto facilitato… Abbiamo disegni in 3D… Grafica… Digitale… Tutto è concesso… Ma c è chi fortunatamente ancora apprezza il tutto a mano… A pennello…

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Foto 1 di 22 (Clicca sulle frecce per vedere le altre foto)

A cosa ti sei ispirata per realizzare le tue opere?
Mi ispiro alla confusione dei rapporti interpersonali.

Qual è la tua opera preferita?
La mia opera preferita è quella non ancora partorita.

Ti piace la situazione artistica della tua nazione?
La situazione artistica nazionale va di pari passo con quella politica… Bisogna uscire da questo nuovo Medio Evo per un arte libera e liberata…

Quale soluzione potrebbe migliorare la situazione attuale dell’arte?
Il mondo del sistema dell’arte viaggia tra critici, galleristi, organizzatori, fiere, improvvisati, critici, galleristi, curatori d’arte… Che propongono mostre a pagamento. Un bussines spremiartista… Io, li chiamo i vampiri dell’arte… Un mercato… Che serve solo alle loro finanze. Sono convinta che l’artista debba essere il manager di se stesso. Deve filtrare le mostre valide e gratis, proporre progetti a enti chiedere location, il nostro non è solo un lavoro intellettuale e pratico ma è anche un arricchimento culturale per la collettività…

Sei emozionata quando presenti le tue opere a tanta gente?
Fare una mostra… Esporre… È un denudarsi l’anima… È un moto emozionale…

Dipingere, colorare, creare… Da quando tempo sei attiva?
La mia prima mostra era un evento in memoria di Augusto Daolio… Il finissage in un teatro… Non sapevo che ci avrebbero premiati con targhe, coppe etc… Improvvisamente mi sentii chiamare… Ebbene… Scappai… È così è stato tutte le altre volte che ho ricevuto dei premi.

Progetti futuri? Impegni ambiziosi?
Attualmente sto partecipando a varie mostre in giro per l’Italia. A marzo 2016 presenteremo, al Pan, io e una mia collega di Matera, Marta Salonna, una mostra istallazione itinerante nata da un nostro progetto: ‘A pussy hair is wort more than art’ (stampe serigrafiche su pvc). The nature, ovvero il muro della consolazione, a cura di Michele Saponaro.

Vuoi ringraziare qualcuno?
Ringrazio me stessa per la mia tenacia e volontà di non arrendermi e mollare mai.

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