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Cagliari capitale del degrado: la contestazione di CasaPound a Zedda

‘Cagliari capitale del degrado’, ‘dello spopolamento’, ‘dei negozi chiusi’, ‘dell’ emergenza abitativa’, ‘dell’ amianto’, ‘dei parcheggiatori abusivi’, ‘della TASI più cara’, sono le scritte che campeggiano sugli striscioni affissi dai militanti di CasaPound Italia per contestare l’ “autopromozione trionfalistica del sindaco Zedda” in merito alla partecipazione di Cagliari al concorso di “Capitale europea della Cultura”.
“Con questa azione vogliamo denunciare ancora una volta in modo netto e categorico la politica di facciata dell’ amministrazione Zedda” – dichiara Andrea Farris, coordinatore di CasaPound Sardegna – “Non tutto a Cagliari viene pubblicizzato dal sindaco con la stessa enfasi riservata al nuovo parcheggio della Fonsarda, alla passeggiata a mare o alle cifre degli abbonamenti al teatro lirico. Vorremmo conoscere da lui anche il numero di turisti che ha varcato i cancelli dell’ Anfiteatro Romano, aperto al pubblico appena 48 ore al mese, oppure quelli dello stadio, agibile a metà, e ancora il numero degli studenti che frequentano il Liceo Dettori a un anno dal crollo del soffitto. Il degrado sembra essersi impadronito definitivamente anche dell’ ex colonia Dux al Poetto, che non presenta alcuna barriera a impedirne l’ accesso e per il quale non è ancora stato approvato alcun progetto serio di riqualificazione”.

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“Il commercio cittadino vive il momento peggiore della sua storia: i negozi spariscono come fantasmi, nelle vie centrali si perde il conto delle saracinesche abbassate e dei cartelli “vendesi-affittasi”. Quali sono state le mosse della giunta comunale per impedire la chiusura di oltre 300 attività (attestata da Confesercenti nelle ultime stime)  nei soli primi 8 mesi del 2014?”
“Come se non bastasse, secondo gli ultimi dati ISTAT, Cagliari perde più di un migliaio di abitanti all’ anno, e la tendenza allo spopolamento non accenna a rallentare con la politica di Zedda. Complice anche l’ applicazione dei tassi più alti della TASI sulla prima abitazione da parte del comune, i cittadini si vedono costretti ad emigrare nei centri periferici della provincia per non pagare la tassa sulla casa più cara d’ Italia.”
“Riguardo l’ emergenza abitativa”- prosegue Farris – “non si può dire che la situazione sia migliore: non si ha ancora alcuna traccia del progetto di housing sociale tanto decantato dalla Giunta al momento
dell’ insediamento in Comune e più di 1500 persone attendono l’ assegnazione di un alloggio popolare.”
“Passando all’ ambito ecologico, segnaliamo l’ annoso problema delle discariche d’ amianto presenti nell’ ex pronto soccorso del Poetto, al Parco di Molentargius e allo stagno di Santa Gilla; nonostante le nostre ripetute azioni di denuncia, abbiamo assistito ad un colpevole silenzio da parte dell’ amministrazione e per questo abbiamo deciso di indire una petizione, allo scopo di sollecitare la rimozione del materiale tossico, già sottoscritta da quasi un migliaio di cittadini.”
“Stendiamo poi un velo pietoso sulla presenza permanente di veri e propri mercati abusivi gestiti da immigrati irregolari in centro: non hanno alcuna autorizzazione, non pagano un centesimo di tasse e inquinano il commercio cittadino con la vendita di merce contraffatta.Altro tasto dolente è quello dei parcheggiatori abusivi che dominano gli ingressi di ogni ospedale e di ogni piazzale della città: non di rado si apprende dei diverbi che sfociano in vere e proprie aggressioni quando gli automobilisti non vogliono cedere all’ imposizione del pizzo. Esigiamo maggiori controlli per questo genere di attività illegali verso le quali la città si è finora mostrata troppo morbida.”
“In definitiva, precisiamo che la nostra critica è volta ad evidenziare la discrepanza tra ciò che Zedda e il suo entourage promuovono con pomposi proclami a livello mediatico e quella che è invece la realtà di Cagliari, una città che annaspa tra problemi che i suoi abitanti ben conoscono. Prima di sbandierare gli interventi del Comune mirati a rendere Cagliari capitale della cultura”- conclude il responsabile di CasaPound – ” il Sindaco assicuri degli interventi di politica sociale finalizzati al miglioramento della qualità di vita dei suoi cittadini. Il resto è fumo”. Via: casapound


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